Esperienze con reiki
Il mio rapporto con Reiki ebbe inizio con un incidente alla mano. Da quel giorno, grazie all'intervento Reiki a distanza mandatomi, mi resi conto dell'efficacia di questa pratica, di cui avevo sentito parlare da più un anno. E così il mio cammino si divise tra la mia grande curiosità e lo scetticismo della gente a cui ne parlavo. Decisi allora che forse era meglio continuare il mio lavoro da sola, per migliorare anche il mio modo di comunicare. Ancora oggi ho un po' di difficoltà, ma ho migliorato tanti aspetti di me stessa, e sono felicissima di lavorare con Reiki.
Ho anche superato momenti tristi e dolorosi, con sicurezza, serenità e accettazione, come non avrei mai pensato e sentendo un grande aiuto nella mia vita.
Mi sono sentita anche molto importante sentendomi sicura nel dire finalmente ciò che penso, senza vergognarmi.
Ho scoperto di avere tanti difetti e sto imparando ad amare di più ogni essere vivente.
Voglio continuare il mio cammino interiore per trasmettere amore, e ora sto scegliendo di prendere il II livello di Reiki.
A. C.
Mi sono avvicinata al Reiki tramite una mia collega, che mi parlava spesso di questa tecnica di rilassamento e di guarigione: essendo io molto scettica, pensavo a qualcosa di irreale, a un plagio.
E' stata la curiosità che mi ha spinto a ricevere il primo livello di Reiki, è passato un anno e mezzo, la mia vita è uguale, sono cambiata io interiormente, è cambiato il mio modo di pensare e il mio rapporto con le persone, sto bene con me stessa e con gli altri, sono più sensibile alle situazioni (belle o brutte) che mi si presentano: talvolta questa sensibilità mi fa stare male sia psicologicamente sia fisicamente e in questi casi Reiki mi aiuta molto.
Il primo periodo che avevo Reiki mi trattavo spesso, trattavo molte persone, funzionava benissimo con i bambini e nelle situazioni di emergenza. Ora faccio l'autotrattamento una volta alla settimana, inoltre mi incontro spesso con altre persone che hanno Reiki, ci scambiamo l'energia e poi parliamo delle varie sensazioni che abbiamo ricevuto.
A volte dico a me stessa: "ma come fanno le persone che non hanno Reiki"?
E' il più bel regalo che mi sono fatta!
C. M.
Come tutti gli esseri viventi anche noi uomini abbiamo bisogno di energia e Reiki ovvero la rigenerazione dell'energia vitale si offre come strumento per ritrovarla, ricercarla o semplicemente riavvicinarla.
Strumento meccanicamente facile ed energicamente ricco, ti permette di rilassarti, di lasciarti andare per aiutarti a riappropriarti di te stesso.
Ho cominciato a praticare Reiki a seguito di una masectomia alla mammella, inutile dire che scoprire di avere un cancro al seno per una donna di quarantun anni con due bambine non è una cosa facile da accettare.
Reiki mi ha aiutato, e continua ad aiutarmi, ad accettare, a prendere piccole e grandi decisioni e ad affrontare cedimenti psicofisici importanti.
Reiki è ricco nel momento in cui con consapevolezza e con difficoltà accetti la vita e il momento in cui stai vivendo.
Reiki non ti risolve situazioni ma ti aiuta e risolverle e questo credo sia fondamentale per non fraintendere il potere di questo strumento utile, adiuvante e protettivo.
Non posso concretamente dire come sarebbero stati questi difficili giorni senza Reiki ma posso affermare che con tutte le difficoltà che ho dovuto, devo e dovrò affrontare con Reiki mi sento più sicura, meno lasciata al caso.
Un momento difficile, una volta superato, normalmente ci lascia solo il ricordo che spesso non è poi così oscuro e forse ci aiuta a saper superare le avversità. In questa occasione della mia vita, oltre ai ricordi intensi, difficili e incisivi che si sono scolpiti in me questa volta porto dentro anche Reiki.
Non sono un'anima sola, credo di avere abbastanza persone intorno che mi vogliono discretamente bene ma Reiki mi offre qualcosa in più che desidero coltivare.
Diffondiamolo come strumento coadiuvante e integrante per la ricerca del difficile equilibrio che la vita ci richiede.
Grazie
C. G.
Se faccio un trattamento Reiki a qualcuno o a me stessa, non so esattamente quali effetti avrà o, meglio, i risultati non sono sempre quelli desiderati: ci ho messo un po' a capire questo concetto.
E' importante rimanere in ascolto, osservare; osservare il cambiamento che Reiki porta e accettare; imparare quanto sia più saggio abbandonarsi a quanto si sente piuttosto che interferire mentalmente con il giudizio e la critica; è stata una grande lezione di abbandono e di non resistenza. L'energia stessa del Reiki, per essere trasmessa, ha bisogno di un canale che non interferisca; questo concetto così semplice è così difficile da praticare. Ci vuole una grande umiltà, un'immensa fiducia e anche una gratitudine. Ho cambiato, grazie a questo percorso con Reiki, molti punti di vista: per esempio ho imparato a cercare di non lottare contro qualcosa, ma a impegnarmi per ottenere qualcosa. L'energia Reiki sollecita e muove la mia vita in termini di cambiamento. Mi porta, con molta dolcezza, verso una scoperta di me stessa, una vicinanza a me stessa che mi sorprende tutte le volte. Porta alla luce gli aspetti profondi del carattere, che spesso non coincidono con la visione mentale che mi ero fatta di me stessa o con quella che cerco di dare agli altri. Il Reiki è un cammino di verità, rispetto alle proprie sofferenze e alle proprie emozioni, mi aiuta nell'accettazione di queste realtà; vedo Reiki come quella luce che può illuminare quelle parti oscure che faccio fatica a vedere.
Mi trasmette una fiducia nelle mie possibilità e la sensazione di rimanere sul percorso giusto. Al tempo stesso mi da forza avere uno strumento con il quale ho la possibilità di fare qualcosa per me, per la mia cura, per le persone che amo, e perché no anche per i mali del mondo, grazie alle infinite possibilità di applicazione del Reiki. Ho perso quel senso di spaesamento e anche di disperazione che avvertivo in passato nel sentirmi impotente di fronte ad alcune situazioni o in balia delle mie emozioni.
Reiki è uno strumento per avvicinarsi con libertà alla sofferenza propria e degli altri, percependo un grado di condivisione e di appartenenza difficilmente riscontrabile in altre occasioni.
Quando ho conosciuto Reiki e ho cominciato a praticarlo, ovviamente, non immaginavo tutto ciò. All'inizio ho fatto, credo, un atto di fiducia, cogliendone nell'immediato gli aspetti più piacevoli: il rilassamento, il senso di accoglienza e di calma mentale che mi arrecava ogni trattamento.
Ho potuto verificare su di me la sua efficacia in termini terapeutici, nella cura delle più svariate malattie, tanto che negli anni ha completamente sostituito qualsiasi medicina. Posso guarire un attacco di cistite in poche ore, evitando la somministrazione di antibiotici, o migliorare la cicatrizzazione di abrasioni o ustioni. E anche nella cura dell'emicrania sto facendo enormi progressi con i trattamenti Reiki. Ho apprezzato la sua semplicità e l'indipendenza con la quale si può praticare Reiki, ovunque e in qualsiasi situazione.
Ho trattato con Reiki le persone più diverse in differenti circostanze, potendone verificare sempre il beneficio arrecato dai trattamenti. L'esperienza di dare trattamenti ad altri mi ha permesso ogni volta di mettere in evidenza nuovi aspetti della pratica e del mio rapporto con gli altri; di Reiki apprezzo l'enorme dolcezza che sviluppa nelle persone, la sua capacità di mettere in comunicazione le persone a livello del cuore, di sviluppare l'apertura, l'amore e il rispetto di noi stessi e degli altri. Reiki ci insegna la bellezza del dare e del ricevere incondizionatamente...
Diceva bene Blaise Pascal: " Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".
Per tutto ciò ringrazio infinitamente tutte le persone del Laboratorio, che hanno voluto condividere con me questo percorso e senza le quali la mia esperienza non sarebbe altrettanto gratificante.
C. C.
Ho preso Reiki nell'aprile del 1998.
Mio padre, in ospedale, si avvicinava agli ultimi giorni della sua vita.
Ho preso Reiki pensando di poter aiutare lui ma subito mi sono accorta, in modo dirompente, quanto invece aiutava me.
Allora non mi sarei mai avvicinata ad una pratica così poco catturabile da una comprensione razionale e intellettuale, e se non fossi stata così stanca, emotivamente provata, impotente e confusa di fronte alla malattia e alla morte, non avrei mai sentito e sperimentato gli effetti di questa energia su di me.
Ringrazio mio padre per avermi fatto avvicinare a Reiki e per avermi aperto da allora un mondo dai vasti e sorprendenti orizzonti.
Reiki mi ha insegnato, non senza resistenze, a dare spazio al mio cuore, a scoprire la vastità delle cose spostando la consapevolezza dalla mente a un sentire diverso, più profondo.
Da allora Reiki è entrato a far parte della mia vita come l'aria che respiro e si è aperto davanti a me un cammino che non ha più precipizi o aspre pareti ma è dolce, sinuoso e presenta continue e inaspettate sorprese.
Da quando mi sono concessa di "mettere la mia vita sotto Reiki" sento profondamente che la nostra vera natura è quella di essere felici e compassionevoli... o almeno io, se non proprio compassionevole, sono più felice.
Reiki mi aiuta continuamente a sentirmi parte importante di un tutto, a sintonizzarmi con ciò che mi circonda, a cambiare per far cambiare il mondo intorno a me.
E' sicuramente un grandissimo strumento di consapevolezza, di conoscenza profonda, che non ti consente, se praticato, di fuggire, svicolare, rimuovere, ma anzi, per quello che mi riguarda, mi mette in ogni situazione di fronte alla verità; e per quanto spiacevole e dolorosa spesso la verità possa essere, l'aderire, non senza fatica, ad essa, esserne parte e voce, dandogli corpo, assecondandola con le azioni e le decisioni grandi e piccole, per me è stato ed è una fonte di bene e di evoluzione.
Per me Reiki è una pratica di "apertura nel raccoglimento" o di "raccoglimento aperto": lasciar fluire questa energia, mettendosi da parte, significa per me trovare una centratura, predisporre il mio animo all'ascolto, aprire il mio cuore, riconoscendo sensibilità che non credevo di avere, sentimenti ed emozioni represse che mi avvicinano alla mia vera natura, al di là di preconcetti interiori e imposizioni esterne.
Reiki mi aiuta ad avere coraggio perché da quando pratico mi sento protetta e so che ho la forza per affrontare i lati oscuri che emergono da me e che si proiettano sulla mia esistenza riverberando ombre che so di poter illuminare. Anche nei momenti più difficili sento che non ho più di fronte a me il baratro, ma so che posso attingere alle mie risorse per riemergere rinnovata e rigenerata.
Ho imparato che un duro lavoro su me stessa con Reiki mi mette sempre di fronte a resistenze e attaccamenti che arrivano a togliermi forza vitale e solo l'abbandono e l'apertura a esiti sconosciuti, e con il senno di poi sorprendenti, sono la soluzione per risolvere le situazioni che emergono.
Inizialmente la pratica quotidiana mi ha insegnato a dare spazio a me stessa, a ritagliarmi nella giornata un momento per prendermi cura di me, e con semplicità, quasi senza rendermene conto, ho imparato ad amarmi di più, a non essere il mio più severo giudice, a capire che l'amore verso se stessi è il primo passo per essere in sintonia con ciò che ci circonda.
Da quel momento la qualità dei miei rapporti e del mio rapporto con il mondo è molto cambiata ed è in continua sorprendente evoluzione.
Praticare Reiki per me significa, continuamente, essere presente di fronte alle mie responsabilità, e nonostante ciò mi spaventi e con ogni stratagemma cerchi di fuggire, so anche che nessuno di noi può delegare agli altri la riuscita della propria vita. Con Reiki sto imparando a conoscere, accettare e assecondare la mia natura e a comprendere il mio senso nel mondo.
Ho imparato che i miei più grandi desideri sono spesso le mie paure e che il resistere a esse genera paradossi dagli esiti disastrosi.
Da quando ho Reiki ho intrapreso consapevolmente un percorso interiore di guarigione, ricco di stimoli e sorprese inaspettate che, pur nelle difficoltà, so non lascerà più spazio alla monotonia e alla noia.
Ho sperimentato come Reiki ha lavorato e lavora su di me e ho visto, praticandolo sugli altri, come possa essere di aiuto e sostegno in situazioni di dolore e malattia.
Per me la bellezza di Reiki risiede nella ricchezza di tutte le sue molteplici sfaccettature, nella sua semplicità, nella dolcezza con cui mi accompagna e mi fa superare i miei limiti, nella sicurezza, sperimentata, di avere tra le mani uno strumento per me stessa e per affrontare la sofferenza degli altri senza quel senso di impotenza che ho conosciuto prima di avere Reiki.
Con Reiki so che posso imparare le lezioni della mia vita con dolcezza e amore, nella pienezza della libertà che questo strumento lascia a ognuno di noi, senza invasione, semplicemente aprendoci a punti di vista diversi.
C. B.
Ho 43 anni, sono italiana e vivo a Torino.
Ho preso il I livello Reiki nel febbraio del 1999, ma prima di capire veramente l'importanza di questo strumento ho impiegato circa due anni poiché non mi ero applicata come avrei dovuto. In poche parole in quei due anni ho perso tempo in quanto non ho utilizzato Reiki. Quindi continuavo ad avere paure, insicurezza, ansia, dolori fisici ecc...senza pensare che se avessi utilizzato Reiki sia per me sia per gli altri avrei avuto un grosso beneficio fisico e mentale.
Ora siamo alla fine del 2002 e devo dire che, essendomi applicata con amore, nutro una grossa fiducia in me e nel Reiki in quanto ho provato e vissuto esperienze significative. Ad esempio, una volta sono andata a trovare una cara amica, eravamo sotto Natale. Lei non riusciva neanche a parlare tanto aveva mal di schiena, poiché le vibrazioni e lo sforzo anche solo di parlare le provocava un immenso dolore. Faceva iniezioni di due potentissimi antidolorifici per alleviare leggermente il dolore. Poverina, era proprio ridotta male! Allora le chiesi se era disposta a farsi trattare da me con il metodo Reiki. E' stato lì che per la prima volta ho trattato una persona. Mi ricordo che man mano che le poggiavo le mie mani su punti significativi del suo corpo sentivo un calore incredibile corrispondente alle sue aree bisognose, come ad esempio il viso, tutta la testa comprese le orecchie, le spalle poi quasi bruciavano (spalle = peso delle responsabilità) e così via. Dopo circa un'ora termino il trattamento mi allontano in silenzio e la lascio riposare per un momento ancora sul letto. Quando si alzò la vidi completamente stralunata. Finalmente aveva staccato la spina con il resto del mondo. La salutai e andai via senza fare troppe parole. L'indomani mi telefonò verso le 18 e mi disse: "Cara Feli non ho più quel maledetto mal di schiena che ormai mi perseguitava da giorni, non solo, ma la sera stessa dopo il tuo trattamento ho attaccato tutti gli addobbi di Natale con le mie bimbe, curvando la schiena senza sforzo". Era veramente felice ed io ancora di più. Quindi, mi disse: "al di là delle parole, il Reiki funziona!!!"
Continuo a trattare me, gli altri, le cose, con grandi risultati e ora sono qui che mi chiedo perché ho perso tutto quel tempo in quei due anni.
F. S.
Avevo 47 anni quando ho "preso" il I livello Reiki.
Da allora è passato un anno e per me sono "cambiate" delle cose.
Era quello che volevo, quando ho preso la decisione, spinto anche dall'esempio della mia compagna, che mi ha preceduto lungo questa strada.
Volevo "cambiare", cambiare per non ristagnare, per scoprire e riscoprire un modo diverso di vivere.
Un modo di vivere fatto di attenzione, per sé e per le altre persone attorno; di un maggiore e più alto equilibrio: equilibrio di sensazioni, emozioni e sentimenti, sottili e potenti, in grado di aumentare la consapevolezza, e di renderla continua, in uno stato permanente di lucidità.
Era quello che volevo, è quello che pian piano comincio a ottenere.
Pagando un prezzo.
Il giusto prezzo, quello dovuto per tutti gli anni in cui mi sono "addormentato", perché dormire è più facile, ti fa illudere di evitare i problemi.
Il Reiki è potente, se hai la volontà puoi fare molto, ma è anche molto onesto, e ti obbliga a esserlo.
Niente è mai regalato, ogni cosa, ogni passo, deve essere voluto e conquistato; e ogni tanto le "crisi di guarigione" arrivano a insegnarti la modestia e l'umiltà.
Per me il Reiki è soprattutto uno strumento di crescita spirituale, al punto che spesso mi dimentico di quanto sia utile e benefico anche sul piano fisico, e ho avuto molte occasioni per rendermene conto.
Ma è soprattutto la maggiore consapevolezza il regalo importante per me, il "testimone" che permette di vederti, di ascoltarti, che ti aiuta a decifrare i comportamenti e gli stati d'animo, anche nei momenti più delicati.
E poi tutto questo mi ha fatto conoscere altre esperienze, persone, altre storie, differenti dalla mia eppure in fondo così simili nelle motivazioni di base.
E questo è stato motivo di grande riflessione: un gruppo è ben di più della semplice somma dei suoi componenti, quando c'è armonia e voglia di confrontarsi l'energia scorre potente.
E' su questa strada che cammino, e il panorama che vedo e le persone che incontro in questo viaggio mi piacciono molto e mi aiutano molto.
Ecco come io vedo il mio Reiki.
F. N.
Reiki è arrivato nella mia vita impetuoso e potente, ma nello stesso tempo gentile e delicato, a redimermi dal male dell'anima e del corpo. Non richiesto, a me anzi sconosciuto, Reiki si è preso amorevolmente cura di me quando vivevo ormai alla base di un baratro che mi avviluppava nero e sordo, e mi consumava come peggio non sapevo immaginare. Consunte le energie, abbandonate le difese, ero sopraffatta da una rassegnazione mista di attesa e pessimismo.
Di tanti amici, nessuno aveva voluto o saputo vedere, nessuno aveva voluto o saputo ascoltare. Nessuno aveva aiutato. Né io sapevo più aiutare me stessa.
Sorrido, adesso, al pensiero che tutto si fosse andato predisponendo per il mio incontro con Reiki così lontano da me nello spazio e nel tempo, attraverso le vicissitudini di gioia e sofferenza di tante altre persone, e attraverso l'intreccio delle loro storie e della mia.
Uno sconosciuto, amico di un amico, entusiasta di Reiki, mi vede e capisce. Senza difficoltà o remore accetto da lui quattro trattamenti consecutivi. Non mi spiega molto, né io voglio sapere. Sento la fiducia e l'energia a livello di pelle e di pancia. Meglio così, agire col cuore e tacitare per una volta la mente e la ragione che in quel
momento mi erano ostili.
I trattamenti mi emozionano per le sensazioni particolarissime mai provate prima e per la forza nuova che mi infondono. Senza un motivo apparente torna la voglia di fare, il sorriso liberatorio. Ho voglia di saltare e lo faccio, abbraccio riconoscente quello che ho già capito essere mio amico fraterno. Dopo due settimane ci sarà un seminario, e io ho già deciso dal primo incontro di frequentarlo e ricevere Reiki, con l'impegno verso me stessa di essere costante nella pratica. E' il febbraio 2004.
Nei mesi poi trascorsi ho ricevuto Reiki, a volte l'ho dato, ho trovato ostacoli, scetticismo, derisione, paura, soprattutto nelle persone a me più vicine. Non ne sono stata ferita. Ancora, continuano a capitarmi cose che mi rendono difficile questo cammino che non so dove porti, ma sono cose che prima mi avrebbero segnata di tristezza e invece adesso mi lasciano comunque serena, anzi mi aiutano a capire.
Commetto sbagli, ho momenti di crisi e di stanchezza, provo ancora dolore, ma sempre mi accompagnano forza e serenità.
Il mio è un cammino in Reiki senza aspettative, la gioia è nel camminare fiduciosi che ciò che per me è bene succederà, a me il compito di capire e accettare, sapendo comunque di avere in me una presenza buona.
A volte provo dei bilanci, ma capisco che non sono una persona diversa rispetto a prima, Reiki non ha cambiato il mio modo di essere, le mie peculiarità che tanto mi sono care, nel bene e nel male. Eppur nello stesso tempo cambio continuamente, nel senso che una lenta crescita, rispettosa di me, mi sta trasformando e rafforzando.
E' difficile spiegare la complessità della vita e del sentire in un foglio a righe, ma se la mia storia può servire a qualcuno, io ci sono.
G. S.
Sono stato attivato con il I livello di Reiki nel novembre 1999 e da allora la mia vita è davvero cambiata. Grazie al lavoro con l'energia e alla meditazione sui cinque principi ho imparato a conoscermi meglio, ad affrontare le mie paure, i miei blocchi emotivi, i lati meno belli di me che vorrei tenere nascosti. Ho iniziato ad affrontare la vita di ogni giorno con uno spirito diverso, anche se non sempre è facile. Le persone che mi stanno intorno hanno però notato questo cambiamento, che ha inciso non poco sul mio carattere. Sono riuscito a controllare maggiormente gli scatti d'ira, un tempo più frequenti. E' aumentata la mia pazienza e la mia mente si è fatta più elastica, aiutandomi a non giudicare le persone a priori e a comprendere il punto di vista degli altri, che rispetto anche se diverso dal mio. Sono caduti tanti miei preconcetti. Ho fatto dei passi avanti anche per quanto riguarda il vivere le situazioni sul momento senza preoccuparsi di ciò che avverrà in futuro o è avvenuto in passato. "Essere qui e ora" è un concetto fondamentale per vivere con maggiore serenità. Ho imparato che solo impegnandosi giorno per giorno si può essere davvero felici. Devo lavorare ancora molto su di me!
Reiki mi ha anche aiutato a vedere i "piccoli miracoli" che avvengono ogni giorno intorno a me: quante cose succedono in apparenza "casualmente" e poi hanno effetti inaspettati! Tutto avviene al momento giusto, non potrebbe essere altrimenti. Inoltre si trovano le soluzioni ai problemi proprio quando meno le si aspetta, basta lasciarsi guidare dal cuore e non preoccuparsi. Così si può anche dare una spiegazione a ciò che accade quotidianamente, apprenderne gli insegnamenti e vedere un "maestro" in tutti coloro che si incontrano, anche e soprattutto le persone che spesso non ci sono gradite.
Dal punto di vista pratico Reiki mi ha permesso di fare a meno delle medicine da ormai diverso tempo, se si eccettuano alcuni medicinali per una cura agli occhi in seguito a un'operazione per eliminare la miopia nella primavera del 2002. Comunque la pratica di Reiki affiancata alla cura tradizionale (e la bolla di energia mandatami dagli amici di II livello per il giorno dell'operazione) mi ha permesso di ottenere risultati eccezionali. Se i medici prevedevano per me il recupero definitivo della vista in circa un mese, dopo una settimana solamente avevo già raggiunto quel risultato. Per il resto non assumo più alcun farmaco né contro l'influenza (non mi ammalo ormai da diversi anni) né per un semplice mal di testa: è sufficiente trattarmi perché il malore passi. Lo stesso capita per le infiammazioni o il mal di denti. Ho avuto anche occasione di sperimentare Reiki in una situazione spiacevole. Lavoro in banca e mi è capitato a volte di essere coinvolto in una rapina. Ebbene, nel 2000 in una di queste occasioni mi sono centrato e ho saputo dimostrare una calma e un sangue freddo che hanno stupito tutti i miei colleghi, compreso il direttore (che invece era visibilmente agitato), e che forse sono stati fondamentali perché tutto avvenisse senza incidenti e senza danno per alcuno.
Mi sono dedicato molto agli autotrattamenti mentre ho trattato poco gli altri, anche se non sono mancate le occasioni per far provare Reiki a persone a me vicine. Ho anche trattato animali e piante in determinate circostanze e ho notato effetti positivi. In particolare capita a volte che gli animali mi vengano vicino facendomi capire quale parte del corpo in quel momento ha necessità di essere trattata!
Dopo un periodo in cui ho praticato meno, ora ho ricominciato con costanza gli autotrattamenti. Anche stavolta Reiki si dimostra fondamentale per darmi sostegno in un momento abbastanza delicato.
Per concludere, posso esprimere la gioia per il dono che mi è stato dato e che mi sono dato. Spero che sempre più persone possano comprendere che Reiki non è una "suggestione" come molti credono, ma uno strumento per intraprendere un percorso di ricerca interiore affascinante, e per vivere ogni giorno non come "routine", ma come un'avventura sempre nuova e ricca di sorprese.
M. P.
Ho ricevuto Reiki due anni fa, era novembre, e come fosse adesso ricordo le mie gote infuocate all'uscita del seminario di primo livello: nonostante il freddo fuori, io avevo caldo.
Che ci sia un momento adatto per l'incontro con Reiki lo deduco ripensando alla mia travagliata esperienza personale. (La prendo un po' alla lontana...)
Prima di Reiki
Una mia amica mi aveva fatto un trattamento molto tempo fa, mi era piaciuto quello che avevo provato, ma nello stesso tempo mi ero un po' spaventata perché avevo pianto. Con mia enorme sorpresa, avevo lasciato andare un dolore trattenuto, legato a un lutto a cui non ero davvero preparata. E' trascorso ancora del tempo finché un'altra amica mi ha rifatto il trattamento e quella volta, pensando di poter essere d'aiuto a una terza persona mi sono affidata a questa esperienza con maggiore apertura. Nella mia totale incosapevolezza, forse al momento giusto per me, quella che aveva fatto una grande scoperta, dopo qualche resistenza, ero proprio io.
Dopo Reiki
Ho ritrovato un dialogo con me stessa, ho trovato il coraggio di parlarmi e di ascoltarmi senza scappare da me, ho imparato a dare un senso al mio tempo e a osservare quello che mi succedeva. A pensare in termini di grande e di piccolo come parti di un tutto. Ho osservato le mie scelte presenti e quelle passate, ho pianto, ho iniziato da me per poi guardarmi intorno, da un punto di vista diverso. Il cambiamento del punto di vista per me è stata la mia grande conquista, e tutto quello che osservo attraverso i miei occhi con Reiki, è diverso, è nuovo, io stessa mi sono ritrovata. Mi rendo conto di essere stata una persona molto lenta, con delle difese, degli attaccamenti difficili da sradicare perché ho tenuto stretto quello che conoscevo per molto tempo ma, tutto sommato, ho una speranza: all'esperienza di Reiki ho dato fiducia fin dal primo momento e di questo sono felice perché so che non tornerò indietro. Spero che la stessa fiducia la possa dare al più presto anche a me stessa. Non è così semplice perché è come iniziare una vita nuova, ma sento che è tempo ben speso, e che la trasformazione è inevitabile. Come tutti voi, non so quello che mi aspetta e ho paura. Ma so che con Reiki ho uno strumento in più per vincere le mie paure.
Mi sento in cammino, sono in viaggio, a volte sola, a volte accompagnata. Provo un profondo senso di gratitudine, che ancora non credo di riuscire a trasmettere, per le persone più vicine, sono i miei compagni con cui condivido il laboratorio e l'esperienza comune di Reiki. Grazie a queste persone, ho messo in gioco una parte di me che prima non era svelata a nessuno, nemmeno a me stessa, e ho risvegliato una parte addormentata, ho imparato ascoltando il loro dolore e la loro gioia ad ascoltare le mie emozioni.
Nella vita cerco di mettere le stesse attitudini, la stessa onestà; di comprendere le persone che incontro e di fare meno errori, in modo da sentire più unità e amore con tutti e di lasciare alle spalle la sofferenza.
Grazie.
M. M.
Ho iniziato a praticare Reiki sette anni fa e da allora è il compagno delle mie giornate. Al mattino, quando mi sto svegliando, è ormai pratica quotidiana appoggiare le mani su di me e sentire fluire questa energia forte, ma anche dolce. Ed a sera, quando sto per addormentarmi, è ancora questo flusso energetico che mi "conduce" al sonno.
Non sono più giovane, e da qualche tempo (come molte persone) sono afflitta da dolori vari che tratto con Reiki, con grande beneficio. Ma al di là delle esperienze più eclatanti (un taglio che sanguina abbondantemente si chiude in pochi minuti; un gatto che sta male "viene" a mettersi sotto alle mani per avere Reiki; una neonata che urla, semplicemente abbracciandola, sgrana gli occhi e si calma, ecc...) è nel quotidiano che il Reiki mi "accompagna": quando sono triste o depressa l'energia entra, allevia la mia pena, mi coccola... e la mia giornata va meglio.
Ho avuto occasione di seguire alcuni malati purtroppo terminali e tutti, passando per umani sentimenti quali incredulità, rabbia, disperazione con il sostegno del Reiki sono arrivati alla rassegnazione e poi, al momento del passaggio, questo si è attuato con gratitudine e dolcezza. In particolare ho sperimentato questa tecnica con persone che hanno subito interventi chirurgici anche gravi: tutti si sono sentiti più sereni prima dell'operazione e sono stati alleviati dal dolore post-operatorio, avendo poi una ripresa più veloce. In particolare ricordo una cara amica (che poi ha preso Reiki) a cui avevano preventivato 10 giorni di degenza post-intervento: trattata con Reiki al quarto giorno le sono stati tolti i punti e al quinto dimessa.
Ma Reiki agisce attivamente anche nelle situazioni più varie: scioglie nodi di rapporti intricati e compromessi, stempera animi irosi e aggressivi, aiuta ad affrontare situazioni difficili e "protegge" dai pericoli che ci circondano (personalmente ho avuto solo lievi danni in un incidente automobilistico con un veicolo passato a semaforo rosso in pieno traffico).
Quante volte ho rimpianto di non avere avuto prima l'opportunità di disporre di questa tecnica energetica... ma comunque non riesco neppure a immaginare la mia giornata senza il Reiki.
M. F.
Ottobre 1999. Seminario di primo livello Reiki.
Un grande cerchio di persone, la metà alla loro prima volta, come me, l'altra metà ad accoglierci. E che accoglienza!
Una sensazione di grande abbraccio, caldo, morbido, senza bisogno di troppe parole, un'empatia immediata.
Arrivarci è stato apparentemente molto casuale.
Da tempo sentivo parlare di Reiki alcune amiche; non avevo mai approfondito ma sapevo che il "giovedì" avrei potuto presentarmi al laboratorio Reiki per ricevere un trattamento.
Ed è arrivato un giovedì in cui ho deciso di "provare".
Ho un ricordo molto vivo di quella serata e prima esperienza, dell'atmosfera.
Molte persone ma la sensazione di entrare in un unico spazio avvolgente.
Ringrazio Cristina. E' stata lei a trattarmi per la prima volta e a condividere (la mia prima condivisione, ancora ignara dei suoi significati più profondi).
Dopo poche settimane si teneva un seminario di primo livello, ed ecco il più grande regalo che potessi farmi!
C'è stata molta giocosità in quei due giorni.
E tanto da ricevere per poi mettere in pratica.
Ricordo i miei compagni di seminario, con cui continuo a percorrere questa strada.
E l'abbraccio di Camilla, dopo la quarta attivazione.
Da allora le ripartecipazioni sono state tante, ognuna diversa e sempre ricca di ritorni.
Nel novembre 1999 ho partecipato al seminario di secondo livello Reiki.
Un altro tassello all'esperienza iniziata un anno prima.
Pochi mesi prima di arrivare a questo secondo seminario ho fatto una scelta di responsabilità; da quel momento il lavoro fatto su di me e condiviso con gli altri nel laboratorio e al di fuori è diventato parte integrante della mia vita.
L'impegno preso nei miei confronti e nei confronti del gruppo di condivisione del laboratorio mi ha permesso di non fermarmi, anche davanti alle crisi e ai momenti difficili che il lavoro con Reiki ha fatto venire a galla.
Per me Reiki è questo.
Una meravigliosa tecnica che è diventata uno strumento di espansione, consapevolezza, rafforzamento interiore, intervento in tutte le situazioni fisiche ed emotive (una bruciatura ad una mano, un trauma al ginocchio da caduta, un mal di stomaco, l'ansia e l'agitazione, le relazioni con i genitori e le persone che ci circondano, i trattamenti a contatto e quelli a distanza a persone amiche e a chi si trova in situazioni di bisogno).
Ho imparato a chiedere e a ricevere; e quanto ho ricevuto.
Ho avuto la grande possibilità di vivere un momento fondamentale come la perdita di un genitore con la forza datami dal lavoro fatto con i miei compagni di Reiki e su me stessa sul tema del distacco da questa vita, accompagnata dalla serenità che può dare, anche in questi momenti tristi, la consapevolezza di non essere sola e di poter superare le crisi per andare verso la comprensione e l'espansione della propria esistenza.
Nulla è costante tranne il cambiamento (Il Buddha)
N. B.
La settimana scorsa è mancata una persona a me molto cara. Provo un dolore profondo, è dentro di me e affiora ogni tanto quando meno me lo aspetto. Un'ondata di malinconia che mi prende il cuore. Questa morte così vicina mi ha scosso e mi ha lasciato molto sola.
Una mattina mi sono svegliata con il verbo "affidarsi" in testa. Ho capito che era ciò che dovevo fare, l'unica strada percorribile. Credo di aver capito di più in una settimana che in anni di pratica, e ora posso dire di aver compreso profondamente che cos'è Reiki, dopo anni.
Reiki, per me, è lasciarsi andare a quest'energia, non aver paura di poter contare sulle proprie forze e aver fiducia. Fiducia di potercela fare e al tempo stesso il coraggio di accettarsi per ciò che si è; anche se questo molto spesso significa riconoscere i propri errori e ammettere le proprie debolezze...e questo non è particolarmente piacevole ma Reiki ce lo permette. Ci dà la forza di andare avanti e di illuminare il nostro cammino. A me ha dato una maggior chiarezza e una sensibilità diversa. Mi ha dato soprattutto delle amicizie profonde e mi ha insegnato a essere vicina agli altri in modo diverso.
In questi giorni cercavo di pensare a che cosa avrei scritto con gran fatica ora posso tranquillamente dire che Reiki mi ha cambiato la vita perché ha cambiato la mia consapevolezza. E questo riguarda ogni singolo aspetto della mia vita anche se me ne rendo conto solo ora.
Reiki ci appartiene ed è dentro di noi.
N. G.
Reiki... Tutte le parole e i concetti scompaiono dalla mia mente. L'unico termine che mi rimane impresso è questo "amore a 360°". Non ritornerei mai indietro; questa esperienza mi ha permesso di riuscire a osservare ogni situazione in maniera totalmente diversa. Il viaggio è infinito, ogni giorno ti dona l'occasione di imparare o comunque di vivere nuove esperienze. Devo premettere che sono una persona curiosa e per questo mi sono tuffata subito a praticare Reiki in tutti i modi possibili alla mia fantasia, che è piuttosto ampia, talmente ampia da conoscere i ritorni tempestosi. Ma la cosa che mi sbalordisce di più è che quando mi arrivano i "ritorni" sono molto consapevole, mi viene una lucidità incredibile che normalmente non mantengo: questo è un lato di Reiki che mi spaventa molto e allo stesso tempo mi affascina profondamente. Per fare un esempio pratico prendo in considerazione la mia rabbia, che è stato l'aspetto di me su cui ho lavorato per primo e tuttora, con grandi cambiamenti, continua a esserlo. Quando sono arrabbiata, direi furibonda, il mio essere si divide in due: uno che osserva ogni cosa e l'altro che si agita follemente sputando fuori tutto e risultando completamente vulnerabile. Quindi provo terrore non per quello che succede, ma per aver guardato "negli occhi" un lato di me oscuro e difficile da capire. Comunque non voglio parlare solamente dei "ritorni", perché se vogliamo è la parte più dolorosa che Reiki insegna man mano che l'esperienza cresce. Reiki è anche dolcezza, calore, comprensione, pace, unione, è tutto ciò che prima di conoscerlo non riuscivo a trovare dentro di me. Grazie a questo strumento ho imparato a conoscere la mia dolcezza, la mia femminilità, l'amore verso il prossimo, ma soprattutto ho imparato ad amare me stessa. Reiki mi sta permettendo di fare un lungo e infinito viaggio dentro di me, e ecco la contraddizione, il piacere e la curiosità, ma anche tanta, tanta paura che si manifesta solamente prima di vivere qualunque situazione, mentre durante no. Prima di prendere Reiki mi sentivo totalmente vuota, priva di sentimento alcuno, incapace di amare me stessa e di conseguenza gli altri. Sono felice e per la prima volta mi sento viva, ho scoperto dove si trova il mio cuore. Credo che nemmeno Cristoforo Colombo abbia fatto una scoperta così importante. Grazie Camilla, grazie Roberta, ma un grazie ancora più grande a Reiki.
O. C.
Ho preso Reiki cinque anni fa. Attraversavo un periodo molto triste e dovevo fronteggiare una condizione rispetto a cui ero impotente, ma volevo trovare qualche strumento nuovo, che andasse oltre l'aiuto che potevo ricevere ad esempio da una terapia psicologica. Questa nuova risorsa per me è stato Reiki: un'energia saggia e dolce con cui intervenire nelle più diverse situazioni e allo stesso tempo la proposta di uno stile di comportamento semplice, e tuttavia non facile da raggiungere attraverso il coerente rispetto dei cinque principi. Sono stata molto "disciplinata" nel praticare a lungo quotidianamente gli autotrattamenti, e questo impegno nel tempo è diventato un piacere crescente, quasi la sorpresa di constatare oltre al benessere fisico anche una maggior pace dentro di me. Reiki si è rivelato una risorsa buonissima proprio perché contempla insieme corpo e anima. Mi sveglio infatti molto spesso spontaneamente prima che suoni la sveglia per aver tempo di trattarmi, con la certezza di cominciare bene la giornata. Con i trattamenti Reiki riesco ad attenuare i sintomi di molti malesseri fisici sia su di me sia sugli altri: ma sono notevoli anche il conforto e la sensazione di accudimento che Reiki procura. La pratica del Reiki mi ha fatto avvicinare a un atteggiamento d'aiuto verso il prossimo più sobrio e composto (ho preso anche il II livello), a una maggior consapevolezza nei miei comportamenti, a un modo di vivere pienamente nel presente: è un cammino solo cominciato, ma so di avere lo strumento giusto per proseguire e degli speciali "compagni di viaggio" in coloro che praticano Reiki.
P. G.
Sentii parlare di Reiki una decina di anni or sono, ne rimasi incuriosita, ma le mie enormi resistenze fecero sì che non facessi nulla per approfondire.
Qualche mese fa, sentii forte la sensazione che era arrivato il momento di fare qualcosa per me. Mi ricordai di Reiki e decisi senza pormi tante domande e senza aver mai ricevuto un trattamento, di partecipare al seminario di I livello, con la sola intenzione di sperimentare.
La sera dopo il seminario decisi di autotrattarmi e fu grande lo stupore che provai quando mi accorsi che il trattamento era durato un'ora e mezza e per tutto il tempo avevo avuto la sensazione di cullarmi in quel calore diffuso in tutto il corpo, provocato dalle mie stesse mani.
Forse, solo allora mi resi conto di aver acquisito uno strumento estremamente semplice, che poteva essermi però di grande aiuto.
Continuo ad autotrattarmi ed a partecipare al laboratorio e posso dire che a distanza di sette mesi è aumentata molto la mia vitalità e sento una maggiore apertura verso gli altri.
Per quel che mi riguarda, prendere Reiki è stato un grande atto d'amore verso me stessa, che mi da la possibilità di poter aiutare anche altre persone.
P. P.
Il Reiki è stato prima di tutto curiosità; inizialmente infatti non mi sono avvicinata con una motivazione ben precisa, ma una serie di cose dentro di me mi spingeva a provare. A distanza di due anni, oggi invece mi rendo conto che le motivazioni esistevano e sono felice di aver provato in quel momento quella particolare attrazione verso questa energia.
Fino a oggi non ho mai trattato persone al di fuori della mia famiglia, ma questa è stata una mia scelta, sentivo il bisogno di concentrarmi soprattutto su me stessa, sul mio corpo.
Posso concludere dicendo che finora l'esperienza più bella è stata ascoltarmi, ascoltare le mie esigenze.
Prima non mi capitava di soffermarmi a chiedermi cosa il mio corpo provava, oggi invece quando faccio Reiki mi rendo conto di che cosa provo, di che cosa sento e questo per me significa stare meglio con me stessa.
P. C.
Dal primo istante, ho avuto l'impressione che fosse stato Reiki a scegliere me e non viceversa.
Sicuramente questo incontro ha cambiato la mia vita. Non sono arrivata al Reiki spinta da una situazione di crisi, ad esempio afflitta da gravi malattie o sopraffatta da una qualche difficile situazione, cosa che spesso accade ma, al contrario, in un momento apparentemente normale della mia vita e come si usa dire, "per caso ". I primi regali di questa meravigliosa pratica sono stati piacevolissimi effetti fisici durante e dopo il trattamento, come riuscire a riposare bene di notte, dopo tanto tempo che non succedeva, e come essere più attiva e di buon umore di giorno. Ma soprattutto ciò che mi ha subito veramente colpito era quella sensazione di essere circondata d'amore e di dolcezza che ancora provo tutte le volte che mi tratto o mi faccio trattare con Reiki. Era ed è una sensazione indescrivibile appoggiare le mani là dove c'è il dolore e poterlo ascoltare senza fuggire. Questa dolcezza e questo amore mi hanno dato il coraggio di pensare che forse potevo ascoltare anche i miei dolori più nascosti e le paure che mi porto dentro dall'infanzia, quei dolori che sono talmente radicati in noi da essere inconfessabili persino a noi stessi. Così, con Reiki, mi sono presa sempre più cura di me stessa concedendomi di essere sempre di più quello che sono, aumentando la mia consapevolezza di ciò che la malattia è e a che cosa serve. Ogni giorno sono più felice, aspiro a esserlo sempre di più, m'impegno come posso ad applicare i principi di guarigione, che sono parte integrante della pratica Reiki e ogni giorno scopro quali e quante sono le mie malattie, cioè tutti quei segnali che, attraverso il mio corpo, la mia anima mi manda per indicarmi la strada della felicità. Così, col sostegno del Reiki, affronto continuamente la verità, capisco e, non senza fatica, guarisco. Questo viaggio è probabilmente infinito ma non me ne preoccupo, perché so che se continuerò a seguirlo sarò ogni giorno un po' più felice del giorno prima.
R. C.
Decisi di prendere il I livello Reiki per poter essere autonoma a risolvere i miei problemi, di riuscire così a capire il perché di vari atteggiamenti che mi portavano sofferenza e che non riuscivo a spiegarmi.
L'attivazione è stata un'emozione forte e sconosciuta, la prima sensazione è stato un forte calore alle mani, che si espande in tutto il corpo ogni volta che entro in "centratura". Un'altra cosa che mi aveva colpito molto, già la prima volta che incontrai le altre persone attivate, era una bella luce nei loro occhi, che dopo è apparsa anche nei miei.
L'inizio della pratica Reiki su di me è stata subito una disintossicazione: dopo essermi trattata regolarmente per un paio di mesi ebbi per due giorni consecutivi vomito e colite, ma dopo ero "bella" come se fossi stata per due giorni in un centro estetico. Noto oggi che dopo ogni autotrattamento ben fatto l'effetto è di una bellezza interiore che appare sul viso illuminandolo e distendendolo.
I trattamenti che faccio agli altri sono sempre completi, salvo casi d'emergenza. Per esempio il mio primo trattamento è stato a mio padre, per un dolore alla schiena: durante i trattamenti sentivo ogni volta un fortissimo calore alle mani quando arrivavo al ginocchio, che mi faceva pensare a un collegamento di causa. A distanza di mesi, dopo una visita ortopedica gli è stato diagnosticata una meniscopatia e si è poi fatto operare.
Mi capita spesso di avere delle visioni durante il trattamento: una volta la persona che trattavo mi disse che le sembrava di aver sognato e visto un giardino e sentito la voce di suo padre che la chiamava, l'emozione fu molto forte perché io ebbi la stessa visione e la percezione della presenza di quell'uomo.
Faccio praticamente sperimentazioni di trattamento su tutto: dai sassi alle piante, dall'acqua agli animali, sul cibo e nelle preparazioni. All'inizio della mia esperienza mi regalarono una pianta bellissima e io volli regalarle Reiki, trattandola con le mani sul vaso; dopo alcuni minuti iniziò a vibrare e le sue foglie a tremare, alcuni giorni dopo morì seccata; forse il suo più alto bene era passare a miglior vita.
Ripartecipare è bellissimo, oserei dire che è ancora più bello del proprio seminario; oltre a riascoltare tutta la spiegazione, è sempre diverso per le emozioni che si condividono con i partecipanti, più si è aperti più è grande, c'è una forte energia che si percepisce subito nell'aria, è tutto molto avvolgente e pieno di dolcezza. Inoltre a ripartecipare non c'è l'ansia della prima volta e si assapora tutto lasciandosi cullare dall'amore del Reiki.
R. P.
Sono rinato nel novembre 2003, mi sono avvicinato al Reiki senza avere mai ricevuto un trattamento, incontrando per caso un secondo livello mentre ero alla ricerca di una Master Reiki affidabile e così in meno di due settimane ho ricevuto il mio primo trattamento e l'attivazione al Reiki.
Il Reiki è stato il punto di re-inizio della mia vita, anche se vivevo un periodo di grande serenità ed entusiasmo mi ha portato la felicità, la certezza che me la merito e che per ogni momento felice non ne corrisponde uno triste e la consapevolezza di quanto io stesso mi opponessi alla mia felicità.
Ho un ricordo infinito delle prime esperienze Reiki, ho cominciato ad amarmi per la prima volta e mi ha fatto sentire e mi sento tuttora un caldo abbraccio d'amore e di protezione come quello della mamma quando ero piccolo; da allora mi sento a casa protetto da tutto e da tutti e durante il seminario, senza accorgermene, avevo vinto l'imbarazzo (che ho sempre avuto) di mostrarmi mentre mangio, e questo è stato solo l'inizio.
Quando mi capita qualcosa di spiacevole il Reiki mi aiuta a vedere in realtà quante porte mi apre la mia cattiva esperienza; tenevo tantissimo ad andare alla prima comunione della mia nipotina e avevo organizzato tutto per potere andare da lei in un'altra città e vivere insieme a lei un momento importante, ma al lavoro mi crearono mille problemi finché preso dalla disperazione riuscii ad anticipare le ferie, mio malgrado, ad una settimana prima.
Fu un vero colpo di fortuna perché la mia nipotina si ammalò improvvisamente tre giorni prima della prima comunione (sarei dovuto essere lì solo il giorno prima); subito affidai la mia nipotina alle amorevoli mani di energia e dopo una forte febbre tutto passò, si perse le prove in chiesa ma il giorno della festa era splendida come un fiore.
Mi tratto tutti i giorni, Reiki è un compagno che non mi fa mai sentire solo e mi protegge e mi guida con amorevole dolcezza.
S. C.
Che cos'è Reiki per me?... difficile domanda e ancor più complessa la risposta.
In verità me lo sto ancora chiedendo, non so definirlo con precisione, cerco di restare in ascolto, di dare credito a ciò che sento e non solo a ciò che vedo o tocco e vorrei far tacere il bisogno, tipicamente occidentale, di ottenere una dimostrazione scientificamente valida e incontestabile per poter credere all'esistenza di qualsiasi elemento, essenza, presenza, forza, potenzialità.
Dico "vorrei", perché dentro di me, in fondo, resta l'interrogativo "Ma esattamente cos'è?", il bisogno di certezze fa parte della mia natura ed è difficile modificarla, anche se lentamente si sta trasformando. Mi aiuta ripensare alle parole di Jo, un mio amico-padre cinese che ho sempre ammirato per la sua saggezza e umiltà, che alla mia domanda "Ma tu credi che Reiki esista?" con grande semplicità ha mi risposto "Anche il sorriso è energia, quando tu ti avvicini ad una persona, entri irrimediabilmente nella sua sfera energetica, percepisci subito se è energia buona o cattiva per te, se ti avvicina o ti allontana. Questo è universalmente riconosciuto, non hai bisogno di prove, è sufficiente ascoltare ciò che senti. Continua a fare Reiki, è bene per te, tu dici di essere razionale, ma lo sei molto meno di me".
Per me Reiki è diventato uno degli strumenti con cui entro in contatto con me stessa e con gli altri, un modo nuovo di sentire, percepire, accompagnare emozioni profonde, di intimo ascolto per ciò che vivo e sento, di autosostegno nei momenti di sofferenza e fatica personale e di aiuto e supporto a persone a me vicine che accettano questo "uno strano trattamento senza sapere esattamente che cos'è": quanto ci si permette di ascoltare si scoprono esistenze altrimenti sconosciute.
S. M.
Cos'è reiki