Domande e risposte

Reiki è una religione?
No; non è necessario avere fede perché funzioni ed è compatibile con qualsiasi fede o religione personale.

Possono farlo tutti?
Sì: è un metodo che per la sua semplicità può essere appreso da chiunque e a qualsiasi età, dai bambini fino agli anziani.

Richiede conoscenze di qualche tipo?
No, la sola cosa necessaria è essere disponibili a imparare un approccio nuovo di cura di sé.

Reiki è autosuggestione?
No, lo studio sull’efficacia di reiki nei pazienti affetti da neoplasia, effettuato dall’associazione cerchiodiluce all’Ospedale Molinette di Torino, ha evidenziato benefici nella diminuzione dell’ansia e nella diminuzione della percezione del dolore su un numero di pazienti statisticamente rilevante.

Reiki ha controindicazioni?
No, non ci sono controindicazioni al trattamento reiki, non ci sono eccessi, chiunque può ricevere un trattamento. Reiki asseconda i bisogni della persona che riceve.

Come si impara?
In un seminario di circa 15 ore diviso in 4 sessioni nel quale vengono effettuate 4 armonizzazioni da un insegnante abilitato e vengono insegnate le pratiche principali di applicazione del metodo: autotrattamento e trattamento degli altri.

Chi è un master reiki?
È colui/ei che è abilitato a trasmettere l’insegnamento.

Per fare reiki in ospedale bisogna prima aver fatto dei seminari di reiki?
Sì, è necessario:
– essere dei praticanti reiki (cioè praticare quotidianamente su se stessi e sugli altri)
– frequentare il laboratorio a cadenza settimanale e il corso di formazione.

Ricevere un trattamento in ospedale costa?
No, i trattamenti proposti dall’associazione sono gratuiti.

Chi può ricevere i trattamenti in ospedale?
Tutte le persone che sono in cura presso i reparti dove siamo presenti e che lo richiedono al personale medico-infermieristico.

Faccio parte di un’associazione che pratica reiki e vorrei farlo in ospedale: potete aiutarci a cominciare?
Sì; proponiamo infatti week-end di formazione mirati proprio a questo. Contattaci per saperne di più.